12 Marzo 2016

Disturbi di personalità

I disturbi di personalità costituiscono un gruppo molto eterogeneo di disturbi psicologici definiti da modalità di comportamento e di esperienze interiore persistenti, pervasive e inflessibili, e tali da deviare notevolmente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo. Queste modalità problematiche si manifestano in almeno due delle seguenti aree: cognizione, emozioni, relazioni con gli altri e controllo degli impulsi. Come tutti gli altri disturbi del DSM-IV-TR, i disturbi della personalità vengono diagnosticati solo in presenza di profondo disagio e di compromissione funzionale.

Disturbi di personalità: psicosi.

LA CLASSIFICAZIONE DEI DISTURBI DI PERSONALITA’ DSM V

Vi è un eccesso dibattito su quale sia il modo migliore di classificare i disturbi di personalità. prenderemo il via da una panoramica dell’approccio del DSM-IV-TR per poi rivolgerci a un approccio dimensionale alternativo.

 

IL GRUPPO STRANO/ECCENTRICO

Il gruppo strano/eccentrico dei disturbi di personalità comprende il disturbo paranoide di personalità, il disturbo schizoide di personalità e il disturbo schizotipico di personalità.

Il disturbo paranoide di personalità. Le persone con il disturbo paranoide di personalità sono sospettose e prive di fiducia negli altri. Questo atteggiamento influenza i loro rapporti con i famigliari, con i colleghi e con le conoscenze occasionali. Le persone che soffrono di questo disturbo si aspettano di essere maltrattate o sfruttate, e così si chiudono in sé stesse e stanno continuamente in guardia nei confronti di ogni possibile avvisaglia di inganno e di abuso. Sono spesso ostili e reagiscono con rabbia a tutto ciò che percepiscono come un insulto.

Il disturbo schizoide di personalità. Le persone con questo disturbo non desiderano avere relazioni sociali o non ne traggono alcun piacere, e di solito non hanno amici intimi. Queste persone appaiono insensibili, calmi ed estraniati, senza alcuna manifestazione di affetto o di tenerezza per le altre persone. Essi raramente esprimono forti emozioni, non sono interessati al sesso e trovano piacevoli ben poche attività. Indifferenti alle lodi, alle critiche e ai sentimenti altrui, gli individui con questo disturbo sono molto solitari e si dedicano solamente a quegli interessi che possono coltivare in solitudine.

Il disturbo schizotipico di personalità. le persone con questo disturbo sono spesso socialmente isolate, come coloro che soffrono di disturbo schizoide, ma diversamente da questi esse presentano anche molti altri sintomi più eccentrici, i quali sono versioni attenuate dei sintomi che definiscono la schizofrenia. Gli individui che soffrono di questo disturbo possono presentare credenze strane o pensiero magico – per esempio la convinzione di essere chiaroveggenti e telepatici. Sono comuni anche le idee di riferimento (la convinzione che gli eventi abbiano un significato particolare e insolito specificamente per loro), la sospettosità e l’ideazione paranoide. Possono avere anche alterazioni percettive ricorrenti (percezioni sensoriali infondate), come sentire la presenza di una forza o di una persona che in effetti non c’è. Il loro eloquio è talvolta caratterizzato da un uso delle parole insolito e poco chiaro; potrebbe dire, per esempio, “non è una persone molto parlabile” per indicare una persona con cui non è facile parlare. Anche il comportamento e l’aspetto possono essere stravaganti; per esempio, possono parlare da soli oppure indossare abiti sporchi o trasandati. Inoltre manifestano un impoverimento e un appiattimento dell’affettività.

 

IL GRUPPO AMPLIFICATIVO/IMPREVEDIBILE

I disturbi di questo gruppo sono caratterizzati da sintomi che vanno da un comportamento estremamente instabile a un’autostima ipertrofica, da esagerate manifestazioni emozionali a violazione delle norme sociali.

Il disturbo borderline di personalità. Le caratteristiche cruciali di questo disturbo sono l’impulsività e l’instabilità nelle relazioni interpersonali e nell’umore. Per esempio gli atteggiamenti e i sentimenti nei confronti delle altre persone possono mutare notevolmente e inspiegabilmente nel volgere di breve tempo. Le emozioni sono intense, imprevedibili e possono cambiare bruscamente, in particolare passando da un’appassionata idealizzazione a una rabbia colma di disprezzo. La loro intensa rabbia spesso ne danneggia i rapporti con gli altri. Il loro comportamento imprevedibile, impulsivo e potenzialmente autolesivo può comprendere gioco d’azzardo, spese insensate, attività sessuale indiscriminata, abuso di sostanze ed eccessi alimentari. Spesso questi individui non hanno sviluppato un senso di sé chiaro e coerente, e talvolta esperiscono notevoli oscillazioni in aspetti tanto basilari della personalità quali i valori, gli ideali, e le scelte professionali. Non sopportano di stare da soli, hanno intensi timori di abbandono, esigono costantemente l’attenzioni altrui e sono soggetti a un cronico senso di depressione e di vuoto. Durante i periodi di forte stress possono manifestarsi transitori sintomi psicotici e dissociativi. Le persone con disturbo borderline di personalità sono particolarmente inclini ai comportamenti auto lesivi.

Il disturbo istrionico di personalità. Questo disturbo è caratterizzato da un comportamento eccessivamente drammatico e teatrale, alla continua ricerca dell’attenzione altrui. Le persone con questo disturbo si avvalgono spesso del loro aspetto fisico – come abiti eccentrici, un trucco particolare o un colore dei capelli insolito – per attrarre l’attenzione su di sé. Benché manifestino in maniera plateale forti emozioni, si ritiene che in realtà le loro emozioni siano piuttosto superficiali. Possono, per esempio, mostrare un entusiasmo esagerato per una data persona e affermare che è senz’altro la loro migliore amica, per poi fare fatica il giorno dopo a ricordare la conversazione avuto con lei. Sono persone concentrate su sé stesse che si interessano eccessivamente al proprio aspetto fisico e si sentono a disagio quando non sono al centro dell’attenzione. Queste persone possono essere sessualmente provocanti e seduttive in situazioni e modi non appropriati, e sono facilmente influenzabili. Il loro eloquio è spesso impressionistico e manca di dettagli; per esempio, possono esprimere con forza una propria opinione eppure essere completamente incapaci di sostenerla con argomentazioni appropriate.

Il disturbo narcisistico di personalità. Gli individui con questo disturbo hanno un’idea grandiosa di sé stessi e delle proprie capacità, e fantasticano continuamente sui loro futuri successi. Dire che sono concentrati su sé stessi è un eufemismo. Essi richiedono attenzione quasi costante e ammirazione iperbolica da parte degli altri. Le relazioni interpersonali sono disturbate dalla loro mancanza di empatia, dall’arroganza unita a sentimenti di invidia, dall’abitudine ad approfittarsi degli altri e dalla convinzione di godere di speciali diritti, come se gli altri fossero tenuti a rendere loro favori del tutto particolari. Le persone con il disturbo narcisistico di personalità tendono anche a cambiare partner se hanno l’opportunità di scegliere una persona di status sociale più elevato.

Il disturbo antisociale di personalità. I criteri diagnostici per il disturbo antisociale di personalità includono due componenti principali. Un quadro pervasivo di inosservanza e di violazione dei diritti degli altri fin dall’età di 15 anni. La presenza di sintomi del disturbo della condotta prima dei 15 anni di età. Tra i principali sintomi del disturbo della condotta figurano le assenze ripetute e ingiustificate da scuola, le fughe da casa, le menzogne frequenti, i furti, l’appiccare incendi e la distruzione deliberata della proprietà altrui. Le persone con questo disturbo sono caratterizzate da un comportamento antisociale e irresponsabile, che si manifesta sotto forma di incapacità di sostenere un’attività lavorativa continuativa, di infrazioni della legge, irritabilità e aggressività fisica, inadempienza ai debiti, azioni sconsiderate e impulsiva, e incapacità di pianificare il futuro. Queste persone non attribuiscono alcun valore all’onestà e alla verità e dimostrano una totale mancanza di rimorsi per i propri misfatti.

 

IL GRUPPO ANSIOSO/TIMOROSO

Questo gruppo comprende il disturbo evitante di personalità, il disturbo dipendente di personalità e il disturbo ossessivo compulsivo di personalità. In generale, le persone con questi disturbi sono particolarmente soggette alla preoccupazione a all’angoscia.

Le persone con il disturbo evitante di personalità sono così timorose di essere criticate, rifiutate e disapprovate da evitare occasioni di lavoro o di rapporti con gli altri per proteggersi dal feedback negativo. Nelle situazioni sociali esse sono inibite dalla intensa paura di dire qualche sciocchezza, di trovarsi in grave imbarazzo, di arrossire o di mostrare altri segni d’ansia. Si ritengono incompetenti e inferiori agli altri e sono riluttanti a correre dei rischi o a tentare qualche nuova attività.

Le caratteristiche cruciali del disturbo dipendente di personalità sono l’eccessivo affidamento agli altri e la mancanza di sicurezza e di fiducia in sé. Le persone con questo disturbo hanno un intenso bisogno di essere accudite, che spesso le porta a sentirsi a disagio quando si trovano da sole. Subordinano i propri bisogni a quelli altrui, per essere sicure di non incrinare le relazioni protettive che hanno stabilito. Quando una relazione intima termina, ne ricercano urgentemente un’altra con cui sostituirla. Si percepiscono come degli esseri deboli, e quindi si rivolgono agli altri per trarne sostegno e per farsi guidare in ogni decisione.

L’individuo con il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità è un perfezionista preoccupato dei minimi dettagli e di osservare scrupolosamente regole, orari e via dicendo. Queste persone spesso presentano talmente tanta attenzione ai particolari da non riuscire mai a portare a termine un progetto. Si tratta dio individui orientati più verso le attività lavorative che verso quelle piacevoli, i quali hanno enormi difficoltà a prendere decisioni (per timore di sbagliare) e a organizzare il proprio tempo (per timore di concentrarsi sulla cosa sbagliata). Spesso le loro relazioni interpersonali sono scadenti, perché sono ostinati ed esigono che tutto venga fatto a modo loro. Vengono frequentemente descritti come dei “fanatici del controllo mentale”. In genere sono seri, rigidi, formali e inflessibili, soprattutto su argomenti di natura morale. Non riescono a disfarsi di oggetti consueti e inutili, anche quando sono privi di qualunque valore affettivo; spesso sono eccessivamente frugali, a un livello che causa preoccupazione in coloro che li circondano. Questo disturbo di personalità è nettamente distino dal disturbo ossessivo-compulsivo, non presenta infatti le ossessioni e le compulsioni tipiche di quest’ultimo.

 

I DISTURBI SESSUALI E DELL’IDENTITA’ DI GENERE

La sessualità è una delle sfere più personali e private della vita di un individuo. Ognuno di noi è un essere sessuato con preferenze e fantasie che talvolta possono sorprenderci e persino scandalizzarci, ma che di solito fanno parte del normale funzionamento sessuale. Quando invece fantasie o desideri hanno su di noi stessi o sugli altri effetti indesiderati o dannosi, essi cominciano a qualificarsi come patologie. Suddividiamo la nostra analisi dei problemi e dei disturbi sessuali in tre sezioni principali: le disfunzioni sessuali, quelle alterazioni della funzionalità sessuale riscontrabili in molte persone che sono per altri versi sane da un punto di vista psicologico; il disturbo di identità di genere, una diagnosi usata per descrivere le persone che ritengono di appartenere al sesso opposto; e le parafile, nelle quali le persone sono attratte da oggetti o da attività sessuali inusuali.

 

DISFUNZIONI SESSUALI

Il DSM-IV-TR suddivide le disfunzioni sessuali in quattro categorie: disturbi del desiderio sessuale, disturbi dell’eccitazione sessuale, disturbi dell’orgasmo e disturbi da dolore sessuale. La disfunzione deve essere persistente e ricorrente e deve causare notevole disagio o difficoltà interpersonale. Una diagnosi non viene formulata se si ritiene che il disturbo sia dovuto esclusivamente a una condizione medica o ad un altro disturbo, come una grave depressione. Sebbene molte persone riferiscono i sintomi di una disfunzione sessuale è importante sottolineare che le diagnosi cliniche non vengono fatte se una persona non deriva da questi sintomi un disagio significativo o una compromissione del funzionamento in altre aree.

Disturbo del desiderio sessuale. Il DSM-IV-TR distingue due tipi di disturbi del desiderio sessuale. Il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo si riferisce alla carenza o all’assenza di fantasie e impulsi sessuali; il disturbo da avversione sessuale rappresenta un disturbo più estremo, nel quale vengono attivamente evitati quasi tutti i contatti genitali con un’altra persona.

Disturbo dell’eccitazione sessuale. Alcune persone non hanno alcun problema relativo al desiderio sessuale, ma hanno difficoltà a raggiungere o a mantenere l’eccitamento sessuale. Le due sottocategorie dei disturbi dell’eccitamento sono il disturbo dell’eccitamento sessuale femminile e il disturbo maschile dell’erezione. La diagnosi di disturbo dell’eccitamento è posta per la donna quando vi è una lubrificazione vaginale costantemente inadeguata all’agevole completamento del rapporto, e per l’uomo quando si registra una persistente incapacità di raggiungere, o di mantenere fino al completamento dell’attività sessuale, un’erezione adeguata.

Disturbi dell’orgasmo. Il DSM-IV-TR descrive tre tipi di disturbo dell’orgasmo, uno riconosciuto nelle donne e due negli uomini. Il disturbo dell’orgasmo femminile si riferisce alla persistente assenza di orgasmo dopo l’eccitazione sessuale. Questo disturbo viene diagnosticato solo se l’assenza di orgasmo è persistente e tale da causare sofferenza soggettiva. I due disturbi dell’orgasmo negli uomini sono: il disturbo dell’orgasmo maschile, definito da una persistente difficoltà a eiaculare, e l’eiaculazione precoce, definita da una eiaculazione che si verifica troppo rapidamente.

Disturbi da dolore sessuale. Il DSM classifica due disturbi da dolore da origine sessuale: la dispareunia e il vaginismo. Si formula una diagnosi di dispareunia in presenza di un dolore ricorrente o persistente durante il rapporto sessuale. La dispareunia può essere diagnosticata nelle donne e negli uomini. Alcune persone riferiscono che il dolore è concomitante all’atto della penetrazione mentre altre riferiscono dolore solo dopo la penetrazione. Per formulare questa diagnosi il dolore non deve essere causato da un problema medico. Il vaginismo è caratterizzato da spasmi involontari dei muscoli perineali che circondano il terzo esterno della vagina, tali da rendere impossibile il rapporto sessuale.

 

DISTURBO DELL’IDENTITA’ DI GENERE 

Le persone con il disturbo dell’identità di genere, di solito fino fin dalla prima infanzia, sentono profondamente dentro di sé di appartenere al sesso opposto. È possibile allora che la persona desideri modificare chirurgicamente il suo corpo per farlo corrispondere alla sua identità di genere. Questa diagnosi è applicata solo quando il desiderio si essere un membro del sesso opposto provoca disagio clinicamente significativo e compromissione di importanti aree del funzionamento della persona. Il disturbo d’identità di genere è una delle categoria più controverse del DSM. C’è infatti che sostiene che trarre questa diagnosi porti a patologizzare e stigmatizzare una diversità che si verifica naturalmente.

 

LE PARAFILIE

Nel DSM-IV-TR le parafilie sono un gruppo di disturbi nei quali l’eccitazione sessuale viene suscitata da oggetti inusuali oppure da attività sessuali di natura inusuale. In altre parole, vi è una deviazione (para) rispetto a ciò che suscita attrazione (-philia). Per formulare questa diagnosi il DSM richiede che le fantasie, gli impulsi o i comportamenti abbiano una durata di 6 mesi. Queste diagnosi infatti si applicano a quegli impulsi sessuali che sono più problematici e duraturi rispetto a fantasie occasionali o sperimentazioni sessuali. Le parafilie vengono diagnosticate se le fantasie o i comportamenti sono ricorrenti e tali da causare notevole disagio o compromissione di importanti aree del funzionamento della persona, o se danneggiano il soggetto od altre persone. Tra le parafilie il DSM include: il feticismo, il feticismo di travestimento, la pedofilia, il voyeurismo, l’esibizionismo, il frotteurismo, il sadismo e il masochismo sessuale.